Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Le emozioni della luce

O-BLUE-LED-facebook

È da poco stato annunciato il conferimento del premio Nobel per la Fisica 2014 a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano, Shuji Nakamura.  I 3 scienziati di origine giapponese (Nakamura è cittadino americano) sono stati premiati per aver realizzato diodi ad emissione di luce blu. Con un chiaro intento divulgativo il chariman del comitato Nobel ha illustrato il lavoro dei premiati accendendo sul tavolo della conferenza una lampada led, per mostrare come 3 componenti della luce (rossa, verde, blu) insieme consentano di dar vita alla tonalità bianca della luce. Infatti, spiega il Prof. Per Delsing, senza la realizzazione di diodi ad emmissione di luce blu, invenzione portata a termine negli anni ’90 dai 3 scienziati giapponesi oggi premiati, sarebbe impossibile realizzare led a luce bianca.

Per una volta le previsioni dei bookmakers sono state in buona paerte rispettate, perchè si vociferava che il premio Nobel per la fisica sarebbe andato quest’anno a una scoperta con una forte componente applicativa, omaggiando lo spirito dell’ingegnere Alfred Nobel. La cerimonia, come negli anni precedenti, è stata condivisa in diretta mondiale tramite lo streaming sul sito del Comitato Nobel, unendo nell’ascolto una comunità di scienziati, esperti e appassionati, curiosi di conoscere i nomi dei vincitori.

 

 

E indubbiamente si respirava una grande emozione: erano  commossi gli scienziati che ne davano l’annuncio e visibilmente emozionato anche uno dei premiati, Shuji Nakamura, raggiunto al telefono alle 3 di notte nella sua casa in California. Quando gli chiedono se è pronto per rispondere alle domande la sua voce è squillante e timorosa allo stesso tempo, poi risponde: sì, è certamente pronto. Nonostante sia notte in California le orecchie del mondo sono puntate su di lui.

E così, appena conclusa la telefonata, anche il relatore che presiede la cerimonia di conferimento dei Nobel confessa la sua grande emozione per aver svegliato nel sonno, pochi minuti prima, questi grandi scienziati. Anzi ammette di non essere stato in grado di raggiungere uno dei premiati, perchè in aereo dal Giappone alla Francia. E non possiamo non sentirci vicini al Prof. Amano, che sta sperimendando una delle ultime circostanze in cui il viaggio aereo resta un’esperienza protetta da notizie provenienti dal mondo esterno, fosse anche la vittoria del premio Nobel. Potere delle emozioni che viaggiano al ritmo della luce e che confermano come, anche in un’ottobrata svedese, l’immediatezza delle tecnologie di comunicazione sia potentissima nel far risuonare due luoghi lontani e unirli in un abbraccio,  trasformando le la voce in variazioni di corrente elettrica e ritrasformandola in emozioni. Non a caso, 50 anni fa, Marshall McLuhan notava come “Oggi, dopo più di un secolo di tecnologia elettrica, abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale fino a farlo diventare un abbraccio globale, abolendo limiti di spazio e tempo per quanto concerne il nostro pianeta”.

Perdonerete, la memoria fa strane associazioni e così oggi, in un giorno tanto ‘elettrico’, mi torna in mente la mia bisnonna Linda, che ricevette via telefono, 98 anni fa la notizia che suo marito, Zeno Ambrosino, era morto nell’esplosione della nave Leonardo da Vinci, ormeggiata nel Porto di Taranto. Era il 2 agosto 1916, insieme a lui morirono 248 membri dell’equipaggio. Da quale giorno Linda non volle più rispondere al telefono, tanto il suo dolore era violentemente associato a quell’oggetto, fonte di gioie e dispiaceri nella vita di tutte noi.