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Se la chat di Facebook non si schioda

Entro su Facebook e vedo online un pallino di colore verde che indica la mia presenza sulla chat. Insomma, oggi mi trovo loggata in automatico pur non avendo mai utilizzato questo servizio. E non ci sta modo apparente di disabilitarlo. Deve essere l'effetto dell'aver lanciato in tutta fretta il servizio di videochiamata dentro il social network, sulla scia dell'accordo concluso di recente con Skype.

Ora, ci sono ben altri problemi che si agitano nel modo della rete in questi giorni, primo tra tutti l'ennesimo tentativo, questa volta partito dall'AgCom di mettere il bavaglio alla libertà di espressione in rete di ciascuno di noi. Il sito dei promotori spiega bene cosa è successo nei giorni scorsi e cosa possiamo ancora fare, nei prossimi 60 giorni, per opporsi alla delibera dell'AgCom che, nata con l'intento dichiarato di proteggere il diritto d'autore, in realtà finisce per compromettere seriamente il diritto di esprimersi di ciascuno di noi.

Tornando al tema, però - ovvero Facebook che ci iscrive in automatico dentro la chat -  credo che l'imposizione forzata di nuove regole nell'uso servizi che utilizziamo quotidianamente finisca per risultare alla fine controproducente. Danneggiando l'immagine del brand che si sta utilizzando. Per esempio io al questo momento mi ritrovo sostanziali sconosciuti che provano a chattare con me e la voglia di stare su Facebook per oggi mi è passata del tutto. Certo potrei scartabellare un'oretta sui forum di mezzo mondo per capire come disabilitare il servizio, ma non è un gran bel passatempo.

In tal senso preferisco di gran lunga il modo di comunicare le novità di Google, che, ad esempio, ad ogni lancio di applicazioni nuove dentro Gmail domanda prima all'utente se vuole dare un'occhiata alle novità introdotte in versione beta e poi lo invita a provarle, lasciando peraltro, quasi sempre, la possibilità di tornare indietro alla vecchia versione. Facebook al contrario getta sul piatto le novità già inserite nella versione di default, spesso producendo errori grossolani come (mi auguro sia) quello di oggi.

 

Commenti

di certo google plus è eglio, ma ancora poco usato

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