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Quando la folla crea le mappe

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 Come ogni social media che si rispetti Crowdmap è un'applicazione ancora in versione beta. Creata per rappresentare eventi sotto forma di mappe e dar voce alla cosiddetta ''intelligenza collettiva', concetto del quale spesso si abusa ma non in questo caso. Una piattaforma opern source per realizzare carte geografiche 2.0 e raccogliere informazioni inviate da utenti diversi sui temi più disparati: segnalazioni di emergenze umanitarie; avvistamenti di animali in via di estinzione; segnalazioni di guasti e disservizi sulla rete dei trasporti pubblici cittadini, andamento delle elezioni politiche in zone instabili del pianeta, presenza di crimini in città ecc.

Crowdmap è un piccolo gioiello ed è il motore e il cuore pulsante delle attività dalla società no profit Ushahidi, start up keniana che ha realizzato questa piattaforma open source per mappe interattive. Il migliore prodotto oggi a disposizione sul mercato per chi voglia realizzare progetti di geosocial crowdsourcing, ovvero mettere assieme segnalazioni inviate da diversi utenti e rappresentarle su una mappa. Creando un database di dati geolocalizzati che possono essere filtrati in base ad una time-line.

Il progetto Ushahidi (la parola in swahili indica 'testimonianza') nasce nel 2008 grazie all'impegno dell'attivista politica e blogger Ory Okolloh con uno scopo ben preciso e urgente: monitorare l'andamento delle elezioni in Kenya e aggregare le segnalazioni inviate da giornalisti e cittadini sparsi nel paese. Da quel giorno il progetto ha iniziato ad espandarsi grazie a un nutrito team di volontari e a prender forma come piattaforma per segnalare e validare notizie inviate dalle diverse aree di crisi del pianeta Terra: il terremoto di Haiti, le alluvioni in Pakistan, le violenze in Liberia, le elezioni in Sudan, gli incendi dell'estate 2010 alle porte di Mosca e, di recente, le alluvioni nel Queensland australiano. In questo senso le modalità previste per inviare le segnalazioni sono molteplici e prevedono anche forme di comunicazioni basic come l'SMS,  maggiormente accessibili anche in aree di crisi.

Non stupisce che la start up Ushahidi sia stata finanziata da diversi giganti del web, tra gli altri Google, Cisco e Mozilla. Oggi gli utilizzatori sono eterogenei (associazioni, giornali, istituzioni, cittadini) e crescono esponenzialmente: sono oltre 4,000 mappe create e 250.000 segnalazioni inserite nel 2010. Anch e la BBC ha utilizzato Crowdmap per  mappare un recente sciopero del trasporto pubblico a Londra e il giornale The Guardian ha utilizzato la piattaforma per descrivere la visita del papa in UK nel settembre 2010. In Italia è partito il progetto Open Foreste per segnalare, condividere e monitorare l'andamento degli incendi boschivi nella penisola.

Chi segue da qualche tempo le attività di Ushahidi sa che il 2010 è stato un anno di grandi successi, basta dare un'occhiata al blog del progetto. Un esempio su tutti è lo sviluppo della piattaforma Swift River per filtrare in tempo reale dati provenienti da molteplici canali di comunicazione quali Twitter, SMS, email e feed RSS. Ed è di 4 giorni fa, infine, la notizia che la fondatrice del progetto Ushahidi, Ory Okolloh, è stata nominata Policy Manager per Google Africa.