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La mappa delle risorse USA nelle carte di Wikileaks

Wikileaks Mashup_GE L'ultimo lavoro del 'geografo digitale' Mark Graham. Ovvero la pubblicazione della mappa delle risorse considerate vitali per la sicurezza americana  sulla base dei dossier resi noti in questi giorni da Wikileaks.

La mappa è consultabile online, oltre a essere scaricabile anche in versione Google Earth, dunque in formato esplorabile e modificabile.

Graham, partendo da dati ormai di pubblico dominio, ha registrato nel mashup la città dove si trova la risorsa segnalata, non il luogo specifico. Complessivamente il lavoro ricostruisce con efficacia le risorse sparse per il mondo che la potenza americana appare considerare cruciali per il mantenimento della sua sicurezza. E interessante, più di ogni altra cosa, è la tipologia di contenuti che emergono: porti, gasdotti, impianti industriali, reti di comunicazioni, depositi di materie prime ecc.

Nel dettaglio, nella frequenza della tipologia delle risorse segnalate, spicca la voce 'telecomunicazioni', ben prima di risorse quali porti, siti industriali e basi militari.

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Le riflessioni che fa l'autore sono le seguenti:

"The list seems to focus on non-military topics such as telecommunications, energy and pharmaceuticals. Much of the list is also focused on supplies of important raw materials (Bauxite, Chromite, and Rare Earth Minerals), as well as the ability to move products through ports and shipping channels."

E ancora:

"The globalization of the world economy means that facilities that are vital to the communication, health, and economic needs of the U.S. are scattered across the planet; and this ultimately means that the U.S. (as well as other developed and developing countries) have to contend with new and changing notions of what "security" means in the 21st century".

Insomma, gli interessi americani sono sparsi per il mondo, in particolare in Europa, a dimostrazione, ancora una volta, del doppio filo che ci tiene legati alle sorti della più grande potenza del XX secolo. Per il XXI secolo restiamo in attesa…forse è ancora presto per dirlo.