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Prove di motori di ricerca socievoli

Picture 2 Si chiama Aardvark. Un nome che, in effetti, non si ricorda facilmente. Scopro su internet che è il termine indica un animale, il mangiatore di termiti.

Il punto è che la stessa parola è il nome di un'applicazione che dal 2007 gira in sordina sul web e, di recente (febbraio 2010), è stata acquistata da Google, diventando così disponibile all'interno dei Google Lab.

Qualche anno fa, dietro invito del mio amico Martino, ho iniziato ad usare Aardvark e mi è sembrata fin dall'inizio un'applicazione promettente, abile nello sfruttare l'intelligenza sociale della rete. Gli autori lo definiscono un 'social search engine', ovvero un sistema che mette in rete le competenze di decine di migliaia di persone che si sono dichiarate disponibili a offire suggerimenti su singoli temi. Le richieste di consigli possono essere mandate dal web, via chat, email o direttamente da Twitter. Nella versione attuale il sistema prevede che le domande e le risposte degli utenti siano rese pubbliche e accessibili anche sul web.

Il vero vantaggio di Aardvark è che alle nostre domande rispondono utenti che si sono dichiarati competenti su questi temi. Esperti di cucina, di arte, di giardinaggio, ecc. Ad ottobre 2009 gli utenti erano circa 100.000.

Personalmente ho sperimentato Aaardvark dentro la chat di Google come un contatto/bot  (dato lo spelling è il primo nome che compare in ordine alfabetico!). L'ho usato, in particolare, per ricevere consigli su viaggi o posti dove mangiare all'estero. Ricordo un ottimo consiglio ad Helsinki per un ristorante dove andare a cena la sera. Ne valeva davvero la pena. Io ho invece fornito informazioni a giovani viaggiatori di passaggio a Roma che cercavano posti economici dove dormire in città o ristoranti di cucina tipica romana. (Avevo inserito tra le mie 'competenze' la parola 'Roma').

Per esperienza posso dire che su Aardvark le domande degli utenti sono molto puntuali. Inoltre il sistema fornisce età, sesso e paese di provenienza di chi pone una domanda, informazioni utili per chi deve risponde. E' importante, infatti, notare che lo scambio di consigli non prevede un rapporto diretto con l'interlocutore (che è comunque possibile) ma è il sistema che si occupa di rimandare indietro la risposta a chi ha posto la domanda. Questa scelta riduce la conversazione all'osso e favorisce una comunicazione mirata e agile sul tema.

La mia impressione è che l'immediatezza è uno dei tratti caratteristici di Aardvark. Gli utenti tendono a rispondere in poco tempo: meglio dare brevi risposte che una risposta tardiva.

Tecnicamente il funzionamento del sistema è ben descritto in un paper presentato di recente a una conferenza internazionale. Il paper conferma, tra le altre cose, alcune delle nostre impressioni: le domande ottengono in media una risposta in 6 minuti e l'87%  di tutte le domande ottiene risposta.

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