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Facebook leva tempo ai libri?

Sintetizzo. Dice l'ottava edizione del rapporto Censis sulla comunicazione appena pubblicato che chi frequenta i social network leva tempo ad altre attività tra i quali, in primo luogo, la lettura di libri.  Un risulato che il racconto dei media enfatizza.

Ed è un dato che sembra andare di pari passo più in generale con la diminuzione del numero di lettori  (n.b: per lettori si intendono le persone hanno letto almeno UN libro nell’ultimo anno e anche qui una riflessione ci sarebbe da fare...).

In realtà a guardare bene i dati (scaricabili dopo essersi registrati dal sito del Censis) è vero che si passa dal 59,4% di lettori del 2007 al 56,5% del 2009, ma va ricordato che nel 2001 i lettori erano il 54%. Quindi siamo davanti a un leggero calo dopo un bel po' di anni di crescita. Altro discorso per i quotidiani a pagamento, in vistosissimo calo.

Ma tornando al tema: cosa si fa su Facebook - in prevalenza - se non leggere? Con quante note, discorsi, articoli, conversazioni, micro-testi, racconti, storie di vita veniamo in contatto ogni giorno? Non sono anche queste forme di racconto, di letteratura?
Dovremmo abituarci a pensare che le forme di scrittura e lettura stanno cambiando molto negli ultimi anni. E comprendere che siamo davanti a fermenti partecipativi e inclusivi nelle forme di produzione dei contenuti. Certo le vecchie rendite di posizione si scardinano ma si aprono anche ampi spazi per la produzione di cultura in forme innovative. E chissà quanti nuovi autori si apriranno lo spazio tra le maglie dei social network.


p.s.Per gli appassionati di relazioni tra il mondo online-offline è interessante il dato che racconta come 10% degli utenti dei social network dichiara di aver effettivamente  partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui è  venuto a conoscenza tramite i social network.

Commenti

Sono un'utilizzatrice del pc, dei social network ed una grande lettrice.
Non sono assolutamente d'accordo, almeno nel mio caso, con questa conclusione. Grazie ad internet, grazie ai blog, grazie allo scambio di opinioni con altri lettori ho anzi scoperto nuovi libri da leggere e nuovi amici lettori.
Anche internet è pieno di amanti della carta stampata (non a caso l'e-book è fallito drasticamente), che grazie ad internet approfondiscono ed ampliano le loro librerie cartacee in casa.

Prima che il tempo ai libri, leva il cervello agli uomini, Facebook.


Ma agli uomini che si intrattengono soltanto con Internet, a quelli, cioé, che l'Osservatorio permanente dei contenuti digitali chiama Technofan, i quali concepiscono la rete come "gioco" e non come "valore".


Ancora una volta, dunque, non si può generalizzare su un fenomeno che chiama in causa Internet escludendo la componente culturale di chi lo utilizza, la quale include, ovviamente, l'istruzione e l'intelligenza.


P.S. Considerare "letteratura" le molteplici e assai vacue espressioni dell'oralità in Rete: ma scherza?

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