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Lo switch-off mette a nudo i nuovi pubblici della tv

E' una sensazione.Primomonoscopio Però ho l'impressione che il graduale passaggio al digitale terrestre, regione dopo regione, il lento switch-off insomma, stia definitivamente facendo allontanare dal mezzo televisivo tradizionale quelli che erano già diventati spettatori 'deboli'.

Mi spiego: qui nel Lazio sono passati 10 giorni dallo spegnimento dei canali analogici. In questi giorni ho sentito un'infinità di anziani comprare il decoder e premurarsi di farlo installare, determinati nonostante le difficoltà iniziale di utilizzo ('servono due telecomandi', è stato il commento prevalente). Prevedibile, visto che il pubblico della tv generalista invecchia sempre di più.

Negli stessi giorni diversi miei coetanei – giovani che magari non hanno neanche Sky a casa – mi hanno confessato di aver ancora comprato il decoder e di essere rimasti, così, momentaneamente con un televisore sintonizzato su canali morti, come nell'incipit di Neuromante, il cyber romanzo di Gibson. Che non vuol dire affatto rinunciare ai contenuti video, che invece popolano le nostre diete mediali, ma semplicemente utilizzare altri canali di distribuzione e schermi, dai video di youtube (incorporati sempre di più nei social network), alle serie tv, ai film scaricati. Altro discorso, invece, per le famiglie con bambini o per gli addicted del calcio (e qui, parliamo di buona parte della popolazione italiana) per i quali il satellite è ormai entrato nella dieta quotidiana.

Insomma è come se oggi la necessità contingente – e non più rinviabile – di dover aggiorare la dotazione tecnologica si stia rivelando un'interessante cartina di tornasole che ci spinge a chiederci che tipo di spettatori siamo diventati.