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Innovazione non fa rima con giovane, però…

Trovo decisamente sbagliato misurare l'innovazione con l'età anagrafica del proponente. In tanti settori è pieno di giovani avvinghiati a vecchie logiche di potere, i primi a remare contro il cambiamento. E poi ci sono splendidi ottantenni creativi, capaci di gettare lo sguardo verso il futuro.

Però non posso fare a meno di osservare che qui, all'HIIT, ad Helsinki, i due direttori del gruppo di ricerca dove lavoro hanno rispettivamente 34 e 36 anni. Come dire.

Questo vuol dire dare una possibilità concreta a un giovane di talento di emergere. Testarlo subito sul campo, dandogli fondi e numerose possibilità. E poi vedere come è andata, se le cose funzionano. Sennò si cambia. E' un processo democratico, che fa crescere i Paesi. Himanen e Castells nel loro libro sul modello di sviluppo finlandese ce lo ha raccontato.