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This land is your land

"Ma il discorso di Obama sta dentro una grande tradizione americana: quella per cui il cambiamento si annuncia sempre come una forma di continuità, in cui la critica all'America esistente è fatta in nome di un'America ideale incarnata nelle sue doppie origini – la migrazione puritana e la rivoluzione nazionale democratica. Sono entrambe origini di rottura, che – come ha scritto Sacvan Bercovitch – legittimano il dissenso facendone una forma più alta di consenso (il «sì» sovversivo dell'uomo invisibile di Ellison, il sogno di Martin Luther King «profondamente radicato nel sogno americano»…).
In un certo senso, la storia americana ha una forma a spirale: a ogni crisi ritorna all'inizio, ma su un piano diverso, riaffermando in nome del cambiamento la missione originaria: è un impulso a recuperare i principi senza metterli in questione, a rivendicare una rivoluzione fondante per dire che un'altra rivoluzione non è necessaria perché l'identità nazionale è comunque un processo continuo di cambiamento
"

Merita davvero di esser letto il bel pezzo uscito sul Manifesto qualche giorno a firma di Sandro Portelli, tra i migliori esperti di lingua e cultura americana che abbiamo in Italia.

L'articolo è un lungo commento alla nuova stagione di Obama, una carrellata che lega il discorso del neo presidente alla musica popolare, alla letteratura e all'immaginario americano.
Da leggere con il sottofondo musicale di This Land is your Land cantata da Pete Seeger e Bruce Springsteen durante il concerto a Washington in onore dell'insediamento di Obama. Perchè il cambiamento a cui Obama fa riferimento, a lungo evocato nei mesi di campagna, passa anche da queste note, e porta con sè un bel valore simbolico. Come scrive Portelli: "Negli anni '50, Pete Seeger era stato in lista nera per la sua vicinanza al partito comunista: che fosse uno dei perseguitati di allora a sancire il nuovo ciclo alla Casa Bianca (con una canzone scritta da un altro comunista) [n.b.la canzone è stata scritta da Woody Guthrie] era commovente. Tanto più che, come abbiamo visto, Pete Seeeger non si è pentito per niente."